sabato 6 settembre 2008

Ah, ecco perchè Ratzi condannò Harry Potter


:-)

Finalmente ho capito perchè nel 2003 l'allora cardinale Ratzinger, al secolo Benedetto XVI, in una lettera a Gabriele Kubi, sociologa tedesca autrice di un pamphlet pesantemente critico nei confronti di Harry Potter, giudicò anticristiano il lavoro della Rowling.

Nel terzo libro della saga, infatti, compaiono delle figure malefiche, guardiani della prigione dei maghi Azkaban, che, su richiesta o semplicemente spinti dalla loro intrinseca, connaturata crudeltà, praticano di tanto in tanto il famigerato "BACIO", eufemismo per indicare la simpatica attività di succhiare l'anima1 del malcapitato, il quale, a quel punto, diventa tanto senziente quanto può esserlo un vegetale.

Per dirla con l' insegnante di Difesa contro le Arti Oscure alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, Remus Lupin: "E' molto peggio [della morte, ndb2]. Puoi esistere anche senza l'anima [...] purchè il cuore e il cervello funzionino ancora. Ma non avrai più nessuna idea di te stesso, nessun ricordo,...nulla. Non è possibile guarire. Esisti e basta. Come un guscio vuoto."

Ora, viste le ultime recenti uscite di un'insigne storica, visti i recenti casi di triste cronaca e sadismo politico e visto come si sta affrontando il dibattito sul testamento biologico, realizzo che il vero cattolico è colui che auspica di far suo il potere di produrre questi "gusci vuoti".
In soldoni, il vero cattolico vorrebbe nel suo profondo essere un dissennatore, figura - sotto questo perverso punto di vista- estremamente positiva.

E' chiaro, quindi, che dipingere i dissennatori come emanazioni delle arti oscure, esseri nefasti e crudeli da combattere con ogni mezzo, anzichè esaltarne la loro naturale e cristiana missione PRO LIFE, è palesemente un subdolo invito ad intraprendere una crociata violenta contro il cattolicesimo, dettato dalla cristianofobia imperante in questo mondo relativizzato dominato dalla cultura della morte.

E vi pare poco?
Tsk!

Note al testo:
1. Anima = termine discutibile, ma pratico al fine di evitare contorte perifrasi.
2. ndb= Nota del Blogger

martedì 27 maggio 2008

Finalmente escono allo scoperto

Avvertenza: potrebbe trattarsi di una bufala (Spero vivamente lo sia, perché in caso contrario sarebbe veramente grave. Mi informerò e riferirò).

Leggete qua la recensione di un libro dal titolo La donna cristiana secondo l'insegnamento della tradizione apostolica, di un certo Tessore Dag*.

Ecco alcuni stralci della recensione online presente nel sito sopra linkato:
"Questo libro si presenta come una voce di dissenso, anzi come un totale ribaltamento di prospettiva: non più dare per scontato che l’emancipazione femminile sia una conquista della civiltà, bensì ripensare la questione, tornando ad ascoltare la voce proprio di coloro (i Padri della Chiesa) che furono i più tenaci sostenitori della concezione patriarcale:...
Si offre al lettore la possibilità di accostarsi alla presunta “misoginia” dei Padri non con i soliti schemi mentali di oggi, per i quali “sottomissione”, “clausura”, “velo”, “obbedienza al marito” sono cose necessariamente negative, ma con uno spirito di umiltà e di rispetto, per verificare se forse esista una libertà della donna che non sia solo quella di lavorare e guadagnare soldi, e se esista una dignità che possa esprimersi anche nell’essere pudica, portare il velo e dedicarsi alla famiglia".

Indipendentemente dal fatto che la cosa sia vera o meno, o che l'autore sia un burlone e basta, purtroppo le "idee" proposte (anzi direi RI-TRITE) stanno prendendo piede.
Esempio1
Esempio2

Signore e Signori,
attenzione. A volte ribadire le conquiste è un dovere civico e darle per scontate è un errore tattico. Se i siti linkati vi fanno ridere (reazione scontata, direi), ricordate anche che
sottovalutare i pazzi è suicidio.La storia lo dimostra!

*Dag Tessore è uno studioso di religioni comparate. Si è laureato nel 1998, all'Università "La Sapienza" di Roma, in Lingua e Letteratura Araba, con una tesi sul Corano; ma ha studiato e approfondito anche altre lingue orientali, in particolare l'ebraico, il sanscrito, il cinese, e le rispettive culture e religioni. Contemporaneamente ha portato avanti il suo interesse principale, indirizzato alla storia e alla spiritualità del Cristianesimo, dell’Islam e dell’Ebraismo, specializzandosi infine in studi biblici e patristici. Per approfondire i suoi studi ha visitato e ha vissuto in molti paesi extra-europei: in particolare ha vissuto cinque anni in Etiopia e vari anni tra Cina, India, Egitto, Algeria, Centro America. Attualmente è sposato e vive in Grecia. Per un certo tempo ha lavorato come storico, latinista e teologo del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, alle dipendenze della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Nel 2002 ha organizzato, in qualità di direttore scientifico, un Convegno internazionale per incarico della Regione Lazio sul tema Antichi e nuovi altari: l’evoluzione della religiosità nell’Italia multiculturale.

altri libri

La teocrazia fra tradizione e modernità, Il Settimo Sigillo 2003
Gregorio VII: il monaco, l’uomo politico, il santo, Città Nuova 2003
Alla Tua ombra troverò pace, Il Segno
Il digiuno, Città Nuova 2006

Tra i suoi interventi su giornali e riviste ricordiamo:
Ungheria medievale («Medioevo», 2002)
La povertà come progresso («L'Officina», 2003)
Il fondamentalismo tra resistenza e terrorismo
(«Rivista di Psicologia Analitica», 2003)


mercoledì 21 maggio 2008

Ecco, appunto

Cos'è che aveva detto Giovanardi?
Ah sì...
:
"
Non si può modificare una cosa che il Parlamento ha approvato e che un referendum popolare ha confermato. Siamo in uno stato di diritto".


Ora, ecco quello che scrive Famiglia Cristiana:
In parlamento i numeri per cambiare la 194

A questo punto, vedi post del 15 maggio

Bastava solo aspettare...

giovedì 15 maggio 2008

Giovanardi e la procreazione assistita

"Non si può modificare una cosa che il Parlamento ha approvato e che un referendum popolare ha confermato. Siamo in uno stato di diritto".
C.Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
15/5/2008

Non entro nel merito, che sennò m'arrabbio...

Tuttavia:

1. La conferma referendaria della Legge 40 sarebbe tutta da discutere.
Ci sarebbe stata conferma se al referendum la maggioranza avesse votato "No", superando il quorum. Invece, come per una marea di precedenti quesiti referendari, il popolo ha semmai deciso di NON CONFERMARE NE' ABROGARE la legge.
(Dal '97 nessun referendum abrogativo ha raggiunto il quorum...).

E inoltre, proprio per amore di polemica, per 3 quesiti su 4 l'esito è stato dell'88% circa dei Sì, mentre per l'ultimo quesito - quello più controverso perchè relativo alla fecondazione eterologa - i sì sono stati il 77% dei voti. Cioè i cittadini consapevoli per lo più si sono espressi
A SFAVORE della legge 40, con buona pace del nostro Giovy.

2. Ammesso e non concesso quanto detto al punto 1, se mi rompono ancora le scatole con la revisione/abolizione della 194 giuro che
d'ora in avanti mi permetterò di citare Giovanardi!


[Con la differenza sostanziale che il referendum sull'aborto ebbe notevole seguito e la vittoria fu schiacciante (68%)!]

venerdì 7 settembre 2007

B.A.R= Bibbia Aborto Ruini

RUINI : Quella legge c'è, [legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Ndr] per un credente sarebbe meglio che non ci fosse, però c'è, né c'è la condizione culturale per abrogarla.

Mah! Forse i cattolici duri e puri, Ruini compreso, si sono dimenticati di leggere quella che, PER LORO, è parola del Signore? (Sì, ok ispirata non dettata...Ma tant'è).
Infatti per la Bibbia...


1. LA VITA DELLA DONNA VALE PIU' DI QUELLA DELL' EMBRIONE/FETO

"Quando alcuni uomini rissano e urtano una donna incinta, così da farla abortire, se non vi è altra disgrazia [la morte della donna ad esempio. ndr], si esigerà un'ammenda secondo quanto imporrà il marito della donna, e il colpevole pagherà attraverso un arbitrato.
Ma se segue una disgrazia, allora pagherai per la vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido"
Esodo, 21, 22-25

PS. Se l'aborto fosse un omicidio il codice dell'alleanza avrebbe prescritto di pagare anche per la vita del non nato. Non vi pare?




2. SE NON CI SONO LE CONDIZIONI PER FAR VIVERE BENE QUALCUNO MEGLIO L'ABORTO.


"Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: MEGLIO DI LUI L'ABORTO, perchè questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra. Non vide neppure il sole: non conobbe niente; eppure il suo riposo è maggiore di quell'altro [...]
Chi sa quel che all'uomo convenga durante la vita, nei brevi giorni della sua vana esistenza che egli trascorre come un'ombra? Chi può indicare all'uomo cosa avverrà dopo di lui sotto il sole?"
Quoèlet, 6, 3-12


PS. Le condizioni variano nel tempo. Oggi c'è chi vuole il figlio sano. All'epoca condizione ottimale è godere dei beni e ... avere una tomba... Beh, de gustibus...

martedì 24 luglio 2007

Catechismo e dintorni VII e)

Segue ora l'ultima parte di questo lungo documento. Ringraziamo nuovamente l'autore per averci dato la possibilità di pubblicarlo.

Da " Contro il Catechismo della Chiesa Cattolica"
Di Luciano Comida


E finalmente alcune domande, ma …
  • La risposta 472 contiene questa affermazione: “Quando lo Stato non mette la sua forza al servizio dei diritti di tutti e in particolare dei più deboli, tra i quali i concepiti ancora non nati, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto”.

Non è scritto ma pare chiaramente implicito che uno Stato che preveda l’interruzione volontaria della gravidanza NON è uno Stato di diritto.

  • La risposta 477 elenca le “pratiche contrarie al rispetto dell’integrità corporea della persona umana. Esse sono: i rapimenti e i sequestri di persona, il terrorismo, la tortura, le violenze, la sterilizzazione diretta”.
  • Il CC, al punto 2297, non le metteva nello stesso mucchio, ma le differenziava in un elenco analitico.
  • La risposta 492 indica “i principali peccati contro la castità: l’adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali”.
  • E la risposta 494 prescrive “il compito delle autorità civili nei confronti della castità…esse devono contribuire a creare un ambiente favorevole alla castità, anche impedendo, con leggi adeguate, la diffusione di talune delle suddette gravi offese alla castità”

Il punto è: se lo stupro è già un reato (contro la persona e non contro la castità), quali altri peccati dell’elenco devono venir mesi fuori legge?

  • Nel CC, i punti 2351-6 articolavano molto più a fondo il discorso sulle offese (non peccati) alla castità, evitando l’effetto di “ ogni erba un fascio” e sottolineavano la gravità delle violenze sessuali commesse dai familiari o dagli educatori , del tutto scomparse dalla versione del C.
  • All’omosessualità il CC dedicava due punti (2357 e 2358), senza accostare omosessuali a stupratori.
  • La risposta 496 spiega qual è il significato dell’atto coniugale: “unitivo (la mutua donazione dei coniugi) e procreativo (l’apertura alla trasmissione della vita). Il punto 2363 del CC offriva una spiegazione un po’ diversa, meno fredda e più aperta alla qualità della relazione: “il bene degli stessi sposi e la trasmissione della vita”.
  • La risposta 502 elenca “le offese alla dignità del matrimonio” E lo fa utilizzando lo schema consueto, un elenco nel quale si mischiano situazioni profondamente differenti: “l’adulterio, il divorzio, la poligamia, l’incesto, la libera unione (convivenza, concubinato), l’atto sessuale prima o al di fuori del matrimonio”.
  • La risposta 512 affronta il tema delle ideologie che “si oppongono alla dottrina sociale della Chiesa, che sacrificano i diritti fondamentali delle persone o che fanno del profitto la loro regola esclusiva o il loro fine ultimo” Esse sono “comunismo…forme atee o totalitarie di socialismo..e nella pratica del capitalismo, l’individualismo e il primato assoluto della legge del mercato sul lavoro umano”

Non vi è traccia, assente anche nel CC, del fascismo, del nazismo e dell’integralismo religioso.


Dopo questa rapida panoramica, lascio ogni ulteriore commento a chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui e ogni personale valutazione a chi avrà l’ interesse di leggere direttamente l’intero volume.

In ogni caso,come scrive Papa Benedictus XVI nel documento di approvazione riportato all’inizio del Compendio, “il Compendio è una sorta di vademecum che consente alle persone, credenti e non, di abbracciare , in uno sguardo d’insieme l’intero panorama della fede cattolica”.

20.10.2005


Tratto da Il Ringhio di Idefix - Luciano Comida

http://lucianocomida.blog.kataweb.it/il_ringhio_di_idefix/religioni/index.html

Ps: L'articolo è uscito sul sito di Italialaica e pubblicato dal giornale Critica Liberale

Catechismo e dintorni VII d)

Da " Contro il Catechismo della Chiesa Cattolica"
Di Luciano Comida

E finalmente alcune domande, ma ...

  • A pagina 119, c’è una gustosa omissione: sono riportati i dieci comandamenti. Sia nella formula in Italia più nota (quella catechistica), sia nella versione (riportata integralmente) dell’Esodo (20, 2-17), sia in quella (sintetizzata) del Deuteronomio 5, 6-21. Perché questa disparità di trattamento tra i due libri biblici, si chiederà qualcuno? La risposta è semplice: per poter omettere i versetti 8 e 9 del capitolo 5 del Deuteronomio. Ma, chiederà ancora questo qualcuno, perché ometterli? Anche qui la risposta è molto semplice. Perché quei due versetti contengono la proibizione di costruire idoli o immagini e di conseguenza vietano il culto dei santi e delle reliquie.
  • La risposta 446 si riferisce proprio al contrasto fra questa proibizione e la presenza nel cattolicesimo del culto di santi, reliquie e immagini. Il capzioso tentativo di negare il chiaro e netto senso del comandamento è, a suo modo, affascinante. Rileggiamo la frase finale perché la sua cavillosità merita: “Non si tratta di un’adorazione dell’immagine, ma di una venerazione di chi in essa è rappresentato: Cristo, la Vergine, gli Angeli e i Santi”

  • La risposta 445 contiene un’ affascinante contraddizione con 211 e 312 (quelle sulle indulgenze, con le quali “il fedele acquista la remissione dinanzi a Dio”, cioè uno sconto per il Purgatorio). Qui è tutto il contrario, visto che il C condanna, anzi proibisce, “la simonia, che è la volontà di acquistare o vendere le realtà spirituali”.
  • La risposta 464 sostiene che George W. Bush o Silvio Berlusconi sono rappresentanti di Dio. Se questa affermazione sembra esagerata, andiamo direttamente al testo: “Coloro che sono sottomessi all’autorità devono considerare i loro superiori come rappresentanti di Dio, offrendo loro leale collaborazione”. Certo, quest’affermazione discende direttamente dai primi versetti del capitolo 13 della Lettera ai Romani di Paolo, ma nel C è presentata in modo totalmente acritico e astorico, quasi che l’Impero Romano e le democrazie moderne fossero la stessa cosa.
  • In ogni caso, l’unica eccezione a questa obbedienza è prevista dalla risposta 465, che stabilisce: “Il cittadino non deve in coscienza obbedire quando le leggi dell’autorità civile si oppongono alle esigenze dell’ordine morale”
  • Ma che cos’è quest’ ordine morale? Lo spiega la risposta 415: “…’ opera della sapienza divina”.
  • E chi ne è il depositario? Ce lo dice la risposta 16: “L’interpretazione autentica di tale deposito compete al solo Magistero vivente della Chiesa, e cioè al successore di Pietro, il Vescovo di Roma, e ai vescovi in comunione con lui” E’ dunque solo la gerarchia della Chiesa Cattolica a stabilire quali leggi civili entrino in contrasto con la morale. La qual cosa apre contenziosi assolutamente inquietanti.
  • La risposta 469 ammette, in “casi di assoluta necessità” , la pena di morte. Comunque, questi casi non vengono minimamente citati.


Tratto da Il Ringhio di Idefix - Luciano Comida

Catechismo e dintorni VII c)



Da "Contro il Catechismo della Chiesa Cattolica"

di Luciano Comida




E finalmente alcune domande, ma ...

  • La risposta 349 indica tre esempi di “atti che sono sempre illeciti”. Forse la scelta non è felicissima, visto che mette nello stesso calderone fatti tra loro radicalmente diversi quali “la bestemmia, l’omicidio, l’adulterio”.
  • Riassumendo alcuni ampi e complessi paragrafi del CC (dal 1783 al 1788), la risposta 374 sintetizza che “la coscienza morale retta e veritiera si forma con l’educazione, con l’assimilazione della Parola di Dio e dell’insegnamento della Chiesa”. Sono del tutto scomparsi concetti come ragione e libertà, presenti nel CC.
  • La risposta 386 definisce la fede come “la virtù teologale per la quale noi crediamo a Dio e a tutto ciò che egli ci ha rivelato e che la Chiesa ci propone di credere”. Mettendo così sullo stesso piano Dio e la Chiesa Cattolica.
  • La risposta 409 fa sorgere un dubbio: si tratta di errore di stampa oppure di un’idea nuova?
  • Per poter giudicare, ecco intanto il testo: “La realizzazione più completa del bene comune si trova in quelle comunità politiche, che difendono e promuovono il bene dei cittadini e dei ceti intermedi…”

Ceti intermedi?!? Nel punto 1910 del CC si leggeva “corpi intermedi”. Dove sta la verità?


Tratto da Il Ringhio di Idefix - Luciano Comida







Catechismo e dintorni VII b)

Da "Contro il Catechismo della Chiesa Cattolica"
di Luciano Comida

E finalmente alcune domande, ma ...

  • Le risposte 347, 348 e 349 ribadiscono l’indissolubilità del matrimonio e la peccaminosità del divorzio. Tuttavia, sempre per chi può disporre di risorse sufficienti, esiste la scappatoia: essa è prevista dal punto 348 e si chiama nullità del matrimonio. Questo divorzio/non-divorzio lo stabilisce il Tribunale Apostolico della Sacra Rota Romana, attraverso procedure e criteri sui quali sia il Compendio che il Catechismo tacciono, preferendo stendere un pietosissimo velo.
  • La risposta 349 suscita a sua volta una domanda. Vediamo prima la risposta: “…i divorziati risposati civilmente non possono ricevere l’Assoluzione Sacramentale, né accedere alla Comunione eucaristica…”

E ora poniamo la domanda: uno come Silvio Berlusconi, divorziato e risposato, fa la Comunione? Insomma, i potenti della terra godono forse di un trattamento privilegiato rispetto agli umili?


Tratto da Il Ringhio di Idefix - Luciano Comida





Catechismo e dintorni VII a)

La parte che segue è stata da noi ulteriormente suddivisa. Nell'originale figura come una sezione unica.

Da "Contro il Catechismo della Chiesa Cattolica"
Di Luciano Comida

E finalmente alcune domande, ma soprattutto alcune risposte, del Compendio

  • La domanda numero 81 è: “Che cosa significa il nome Gesù?”. La risposta non fa alcun riferimento al suo nome originale, Yeshua Ben Yoseph, né alla sua ebraicità (pur citata esplicitamente al punto 430 nella versione del CC).
  • La domanda 164 chiede: “Come impegnarsi a favore dell’unità dei cristiani?” La risposta indica “la conversione del cuore, la preghiera, la reciproca conoscenza fraterna, il dialogo teologico” Nell’analogo punto 221 del CC, come primo requisito era indicato “un rinnovamento perenne” della Chiesa, concetto del tutto scomparso nel C.
  • La risposta 179 parla della gerarchia ecclesiastica, richiamandone l’istituzione direttamente a Gesù Cristo. Nel CC (punti 874-877) tale investitura era assai più sfumata.
  • Le risposte 211 e 312 affrontano la questione del Purgatorio e delle indulgenze. Al momento della Riforma protestante, la Chiesa Cattolica faceva un violento sfruttamento di questa pratica: partendo dall’idea che con il denaro e con le offerte si potesse ottenere uno sconto della pena purgatoriale, la Chiesa si arricchiva sempre più. Lutero si ribellò a questo sfruttamento della credulità popolare, proponendo il concetto che la salvezza è un dono gratuito che Dio fa all’umanità. Invece il C (ma lo faceva anche il CC) ripropongono, cinquecento anni dopo, la stessa idea: attraverso i soldi si sta meno tempo in Purgatorio.
Tratto da Il Ringhio Di Idefix - Luciano Comida